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domenica maggio 20th 2012

Alfredo PIZZOLI- L’ educazione nel bramanesimo. 2011

Alfredo PIZZOLI
L’ educazione nel bramanesimo.
Il bramanesimo si sviluppa dopo l’invasione dell’India dravidica da parte degli Aria, circa nel 2000 a. C. Le divisioni in caste, sono interpretate da molti studiosi con l’impossibilità di eliminare o assimilare le precedenti popolazioni. Le caste  principali  erano quattro: i Bramini (sacerdoti), gli Kshatria (guerrieri), i Vasia (artigiani e commercianti) ed i Sudria (servitori).  Al di fuori di ogni casta esistevano i Paria, cosiddetti “intoccabili”, senza diritti di alcun genere e da tutti evitati. Da ricordare che in ogni casta erano presenti svariate “sotto-caste”.      L’educazione nel bramanesimo, è volta principalmente alla conservazione delle caste e quindi del dominio degli Ari ed è compito esclusivo dei Bramini, i soli ad avere il diritto di accedere alle più alte e complete forme di cultura. La struttura castale è rimasta in vigore sino al 1947, anno in cui, almeno in teoria, la legge della neonata repubblica indiana abolisce qualsiasi distinzione basata su questo ancestrale sistema.   L’educazione nel bramanesimo è in funzione della vita futura piuttosto che dell’esistenza terrena e, al contrario di molte altre civiltà coeve, la casta dei guerrieri, come anche qualsiasi altra attività pratico-manuale, non godono di molto apprezzamento.  Sintomatico, a tal proposito, il seguente passo dell’introduzione all’Hitopedusa: “Le armi e le lettere sono entrambe generi di scienza; esse sono i due generi di scienza che conducono alla celebrità; ma il primo conduce al ridicolo durante la vecchiaia , il secondo è sempre onorato”.   All’inizio, l’educazione dei giovani era competenza del padre di famiglia, ma in seguito diviene appannaggio dei soli Bramini. Questa è sempre individuale e mai di gruppo, pertanto non è possibile parlare di istituzioni scolastiche in senso stretto, anzi l’educazione si sostanzia nel rapporto esclusivo tra maestro e discepolo, per cui la tradizione portava i due a risiedere in luoghi isolati,  comunque lontani dai centri abitati.   E’  però da ricordare l’esistenza di importanti centri culturali a Taxila, Benares e Kanchi.   Il discepolo (“chela“) vive per lunghi anni nella casa del maestro bramino, per lui cura che il fuoco sacro (“Agni”)  rimanga sempre acceso, si prende cura del bestiame e per il maestro chiede l’elemosina rituale.   L’insegnamento ha per oggetto  la trasmissione orale e la memorizzazione delle sacre scritture vediche, composte circa tra il 1500 ed 1000 d.C,  e scritte nel difficile sanscrito vedico, il cui alfabeto consta di circa cinquanta lettere !   I Veda (letteralmente: “vedere”) sono quattro: Rig-Veda (una raccolta di inni), il Sama-Veda (un insieme di canti), il Yahur-Veda (preghiere cerimoniali) e l’Atharva-Veda (formule magiche).   Lo studio, oltre ai Veda,  comprende anche: matematica, astronomia, medicina, legge, grammatica, poesia e storia.   L’educazione è riservata esclusivamente agli uomini e le donne ne sono del tutto escluse, salvo rarissime eccezioni riservate alle principesse di rango elevato.caratteri egiziani. (Tale scrittura è tutt’ora in uso per le cerimonie liturgiche della chiesa copta).   L’alfabeto egiziano era composto da 24 lettere, delle quali, 20 consonanti e 4 semiconsonanti. Gli scribi usavano generalmente la scrittura ieratica e demotica e talvolta anche l’ideografica, limitata – quest’ultima- alle iscrizioni su pietra e nelle tombe.   L’educazione elementare è impartita nelle case  private dei maestri, nei villaggi. L’istruzione degli scribi, invece,  si svolgeva in scuole speciali, sovente dipendenti dall’amministrazione statale. L’educazione superiore, si svolgeva alla corte del Faraone ed in taluni collegi sacerdotali istituiti presso i templi di Menfi, Tebe ed Eliopoli. Le donne – salvo quelle di rango elevatissimo – erano escluse da ogni forma di educazione formale.   Da  ricordare l’esistenza di specifici trattati volti a fini didattici, di ausilio per i maestri ed i docenti. Ricordiamo tra questi: Gli insegnamenti di Ptahotep, Le massime di Ani, Gli insegnamenti di Duhauf.   Una particolare menzione,  merita il notissimo Libro dei morti, che condiziona ed informa tutta la cultura egiziana antica.   Ancora una volta possiamo notare come la prassi  fa stato sull’educazione e non viceversa, per cui, anche gli antichi egiziani potrebbero essere annoverati tra gli antesignani dell’educazione integrata !

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