Joseph Nicolosi è uno psicologo clinico statunitense noto soprattutto per la sua attività in qualità di presidente della National Association for Research and Therapy of Homosexuality (NARTH, “Associazione Nazionaleper la Ricerca e Terapia dell’Omosessualità”) e per essere uno dei maggiori promotori delle terapie riparative.
Joseph vanta ben 500 casi di «gay trattati» e curati.
Sostiene di offrire una terapia volta a sanare la condizione di egodistonia di quegli omosessuali che non desiderano accettare lo “stile di vita gay” propinato, a suo dire, dalle associazioni gay attraverso le terapie affermative – posizione comune a molti specialisti che nel corso del Novecento hanno proposto terapie simili – ma allo stesso tempo afferma anche di non aver mai incontrato omosessuali egosintonici, a sua impressione, realmente contenti della propria omosessualità.
Ad un intervista lo psicologo ha lasciato le seguente dichiarazione:
“Noi crediamo che molti attivisti gay hanno usato la questione dei diritti civili o delle libertà civili come un modo per opprimere persone che stanno cercando di cambiare, persone che stanno cercando di uscire dall’omosessualità. C’è una intera popolazione di individui che sono uscite o che stanno uscendo dall’omosessualità, e questo fatto è una minaccia per gli attivisti gay, e gli attivisti gay stanno tentando di sopprimere e far passare sotto silenzio questo punto di vista, questa popolazione”
Ma il cambiamento è realmente possible?
“Il cambiamento è davvero possibile. Noi vediamo sempre più individui che vogliono farsi avanti pubblicamente e dare la loro testimonianza. Cinque anni fa sarebbe stato molto difficile trovare un ex omosessuale che volesse esporsi, ma fortunatamente oggi uomini e donne che erano dichiaratamente gay e lesbiche, che vivevano lo stile di vita gay, ora vogliono discutere apertamente del loro processo di cambiamento. Molti di loro sono sposati con bambini, e gli era stato detto che non avevano altra scelta che essere gay, e che avevano un gene dell’omosessualità, e che dovevano imparare ad accettarlo, ma queste persone sono state capaci di andare a fondo nelle cause della loro attrazione verso il proprio sesso. E allora hanno scoperto che molte delle loro sofferenze erano dovute a cause emotive. E quando questi bisogni emotivi sono stati riconosciuti onestamente e soddisfatti in maniera sana, il loro desiderio omosessuale è diminuito.”
Tommaso Longobardi
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