per pubblicare i vostri articoli e comunicati stampa
domenica maggio 20th 2012

Don Silvio Rumbolo Una vita dedicata al prossimo.

Mare,sole afa…sono queste le parole che descrivono le condizioni meteorologiche di quel giorno. Sembra,ma non è cosi lontano…ricordare è difficile,penso, ma riflettere su ciò che accade sarebbe compito di tutti. Solo dal mio punto di vista riesco ad esprimere la ferita profonda che ha trafitto per innumerevoli istanti  il mio animo. Non riuscirei a proiettarmi negli  altri. Sono al mare e mi concedo un ora o forse più di bagno a “espellere”quell’insopportabile calura che abitualmente durante l’estate si protrae su tutto il copro,. E proprio in quel momento pensavo  all’incontro di preghiera previsto per Sabato 17. Stanca della solita bracciata,mi alzo e presa da uno strano pensiero quasi come se andassi a prevedere una disgrazia,mi adagio sull’asciugamano a prendere mezz’ora di sole. La platea di gente sconvolta dall’improvviso dolore discute ardentemente,ma la mia mente era  fissa negli spartiti di pianoforte. Undici e venticinque…la tragica notizia. Il “nostro”fedelissimo parroco è scomparso improvvisamente senza reclamare un addio,senza avvertire la sua amata comunità. A comunicare ciò è stata una cinquantenne che scesa in spiaggia ha dovuto immediatamente mettere al corrente i parrocchiani che credevano fosse solo uno scherzo. E invece si trattava di una verità che ha lasciato lame taglienti nel cuore di un intera diocesi. Quel mattino Don Silvio,si era recato a Bisignano per far visita all’anziano ex parroco di Sant’Agata,suo paese natale,e durante l’incontro,il sacerdote si è sentito male accasciandosi. Immediati i soccorsi per rianimarlo,ma a nulla sono valsi gli interventi dei medici. Trattasi di un infarto, o di un collasso cardiocircolatorio? Nessuna risposta, ma purtroppo si accerta il decesso di don Silvio. Ore 21:00,un cielo limpidissimo,il mare ondeggiava e il suo dolce suono si confondeva con il bisbiglio di un milione di gente che si affollava nella chiesa,quella chiesa cosi fasta che in un anno e mezzo è stata eretta proprio grazie alla sua esagerata diligenza verso la sua gente. Un ambiente cosi deprecato,funereo,lugubre,non ha mai spaziato in parrocchia,ma,come spesso si dice,c’è sempre una volta nella vita. Don Silvio era lì,adagiato su una lignea bara di 70 cm di lunghezza,chiuso da un impianto di refrigerazione che impediva la decomposizione della salma. Le sue mani,impallidite dalla foca luce dell’impianto,davano la sensazione di una copertura di cera,e il suo viso ancora abbronzato dava l’idea di un volto sereno,come se avesse aspettato sora morte impazientemente. Tutti ci siamo raccolti per commemorarlo,per contemplare la sua fervente presenza che da lassù alberga nei nostri cuori. Un rosario biblico,e la compieta hanno “animato” la serata seguita dai meravigliosi canti dei Cantori di Frate Sole. Anche se le nostre voci erano soffocate dal pianto,siamo comunque riusciti a portare a termine una lunga veglia che ha smosso anche i cuori di pietra. Trascorre una notte;tutto tace e nessuno osa movimentare il paese. Sapevano che l’indomani sarebbe stato lutto cittadino e che avrebbero commesso un grande errore facendo un qualcosa del genere. E’ il mattino del 16,quando lassù nelle colline di contrada Laise era prevista la festa in onore della Beata Vergine del Carmelo. Ma in chiesa ancora riposava Silvio. Ore 18:30,Parrocchia Maria S.S. del Rosario di Pompei sovraffollata,ventagli su ventagli,bottiglie d’acqua per colmare la sete provocata dall’afoso caldo che aveva messo alle strette  tutti. L’impianto deve cedere spazio al coperchio dell’”orribile” bara che avrebbe posto fine alla presenza fisica di don Silvio in mezzo a tutti noi. Inizia una lunghissima celebrazione. Diverse sono le lettere di arrivederci che non fanno altro che commuovere ininterrottamente.Tra queste voglio ricordare quella scritta da noi cantori:

11 Luglio 1998.

E’ questa la data che ti ha legato alla nostra comunità parrocchiale e che quindi

ti ha legato anche a noi.

Da ieri mattina tutti noi abbiamo sentito incredibilmente un vuoto che al momento è difficile da colmare e spiegare. E questo vuoto ci fa tornare in mente tutti i momenti e le esperienze passate insieme.

Ti sei messo a disposizione fin da subito per le nostre attività, sei stato una guida da osservare ed ascoltare.

Ci hai insegnato la praticità della fede e l’inutilità dell’essere plateali, ci hai mostrato mille volte l’amore che Dio ha per noi, ci hai sempre mostrato ed indicato il modo di amarci tra di noi.

Quante volte ci hai ripetuto che noi siamo un gruppo dell’unità parrocchiale e da tale dobbiamo lavorare per la parrocchia e non per noi, perché siamo una delle tante espressioni della comunità.

Ci hai insegnato la tua umiltà e la tua dedizione, ci hai insegnato i tuoi difetti ed a condividere ed amare i nostri e quelli dei nostri fratelli.

Alcune cose le abbiamo apprese subito, altre con un po’ di ritardo, alcune le capiamo solo ora ed altre forse non le capiremo mai. Tu ci conosci e sai che a volte siamo testardi. Ma tu ci ami anche per questo.

Domani avremmo dovuto incontrarci per l’incontro di preghiera mensile e come sempre ti prodigavi nel trovare le parole migliori per

farci lodare Dio insieme.

Domani ci sarai ancora e pregheremo insieme.

Fra un mese saremmo dovuti tornare insieme ad Assisi, come ogni anno, a pregare nei luoghi di quel San Francesco che sempre ci hai posto come esempio. Fra un mese andremo nuovamente insieme e tu sarai con noi nell’aiutarci a capire quel grande mistero d’amore che è Dio.

Ci hai seguito nei nostri Recital, nelle nostre riunioni, nella preparazione della Messa di Dedicazione ed in tutto ciò che facevamo.

Ci hai insegnato che oltre al bene esiste anche il male ma che se siamo con Dio non

dobbiamo aver paura di nulla.

Ebbene ora Satana ci tenta con brutti pensieri, cerca di mettere nel nostro cuore

rabbia e delusione.

Non ti neghiamo che un po’ di tutto questo c’è , ma ciò che ci hai insegnato prevale e sappiamo che ora hai raggiunto lo scopo della tua vita e sei accanto a quel Dio che ti rende felice.

Non riusciamo a capire pienamente il perché sei andato via così, ma grazie a te riusciamo a capire che se questa è la volontà di Dio Padre è la cosa giusta perché solo Dio sa cosa è giusto.

Un ultima cosa….una frase che tu ripetevi sempre a tutta la comunità.

“Non dobbiamo legarci alle cose terrene…gli uomini passano….è Dio che rimane.”

Avevi ragione, e solo ora comprendiamo appieno questa frase.

Ci mancherai tanto, e come ci hai insegnato solo nell’unione in Dio possiamo e dobbiamo trovare la forza di continuare ad andare avanti in momenti difficili come questo.

Noi siamo qui e non possiamo fermarci.

Continueremo la nostra missione, continueremo a crescere a lodare e cantare, continueremo ad essere una parte di quella comunità parrocchiale che hai tanto amato e che continuerai ad amare.

Grazie per tutto.

E’ proprio cosi…Don Silvio si è messo a disposizione per il prossimo,tutto era finalizzato ai suoi amatissimi parrocchiani che molto spesso ammoniva per i suoi atteggiamenti errati nei confronti della religione stessa. “Silviuccio era monello,ma da bambino monello,buono e generoso. I compagni di scout lo ricordano come vivace e spensierato”. Sono queste le parole del vescovo mons. Domenico Crusco che ha presieduto l’eucarestia. Dopo aver messo in atto la memoria attraverso i ricordi più belli che ha lasciato, la funebre cerimonia si è chiusa nel più tragico dei modi;anche io insieme alle mie migliori amiche Daniela e Serena,ho strillato come un grido di liberazione;il carro funebre era pronto per dirigersi a Sant’Agata dove Don Silvio riposerà per sempre. Ecco… e mentre scrivo mi sovvengono le lacrime che ho trattenuto, perché sono consapevole che egli è sempre vicino a noi. Si sa è “trasparente”ma nessuno può dimenticare quel sorriso smagliante contrastato dalla sua rusticità. Nessuno. Perciò non versiamo lacrime per un uomo dedito al prossimo…è qui vicino a me,a te,e a tutti noi di parrocchia. Ci tiene stretti e ci continua a ripetere quei semplici”aforismi” in dialetto che sotto celavano un magnanime significato. C’è più gioia nel dare che nel ricevere!

Ecco altri articoli interessanti

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.