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domenica maggio 20th 2012

Garanzia di 2 anni… ma chi l’ha detto ?!

In data 12 aprile 2010, scrivevo quanto segue ad una delle più note Associazioni dei Consumatori.

“Spett.le Associazione,
vi scrivo perché profondamente allarmato in merito ad uno spiacevole evento verificatori presso Mediaworld, sede di Vicenza (c/o il Centro commerciale Palladio (s.s. Padana Superiore, 60).
In data 28 giugno 2008 ho acquistato un lettore MP3, marca Nortek, per un valore di 39,90 €.
In data 10 aprile 2010, ho riscontrato impossibilità di utilizzo dello stesso per malfunzionamento improvviso e inaspettato.
Tecnicamente è possibile immettere musica (file MP3) all’interno dell’apparecchio il quale però non ne processa alcuna lettura, riportando un’anonima scritta “Disc Error” sul proprio display.
Nella piena convinzione che l’apparecchio godesse del regime di garanzia, l’accettazione dello stesso mi è stata negata, in data 12 aprile 2010, adducendo al seguente motivo:
- la garanzia del Produttore (Nortek) è valevole per un anno dalla data d’acquisto. Decorso tale periodo, l’accesso alla garanzia per il tempo rimanente è a carico del Venditore previa dimostrazione che il vizio non è stato causato dal Cliente stesso.
Mi è stato quindi indicato di “risolvere” la questione rivolgendomi direttamente ad un punto assistenza Nortek, ad onere e quindi a carico del sottoscritto, per ottenere il rilascio di una perizia che dimostrasse la veridicità e la legittimità della rientranza nel regime di garanzia dell’apparecchio.

A nulla è valso un secondo tentativo, consumatosi sempre presso loro sede in cui, alla presenza di un loro Responsabile, ho mostrato loro quanto segue:
“Sull’assistenza, purtroppo, i negozianti hanno dimostrato più spesso negligenza: nel 63% dei casi è stato detto di rivolgersi direttamente al centro di assistenza del produttore. C’è anche chi pretende una somma, 10 o 15 euro, per occuparsi di riparazioni, mentre la legge è chiara: il cliente ha diritto di ottenere la riparazione del prodotto senza farsi carico delle difficoltà logistiche, e senza doversi sobbarcare ulteriori spese.”
Estratto dal sito internet di una nota Associazione per Consumatori.

http://www.altroconsumo.it/acquisti-e-pratiche-commerciali/i-negozianti-e-la-garanzia-di-conformita-dei-prodotti-indagine-altroconsumo-in-otto-citta-italiane-s105732.htm

A queste mie rimostranze, il Responsabile ha fatto seguire una ricerca su internet all’interno del Codice del Consumo, per legittimare le sue osservazioni.
Non trovando, stranamente, l’estratto a cui desiderava fare riferimento il Responsabile ha concluso la discussione osservando di non poter perdere tempo a ricercare estratti di codice legale.
Ho concluso osservando che ritenevo legittimo che mi venissero addebitati i costi logistici e di intervento tecnico, qualora il bene fosse risultato non funzionante per cause imputabili al sottoscritto.
Mi è stata quindi proposta, esplicitamente, la possibilità di mandare l’apparecchio in riparazione, ad un costo base di circa 35 € da pagarsi brevi-mano, somma che in ogni caso non mi sarebbe stata restituita. In pratica, una riparazione senza vincoli di garanzia.
“Fidati, non è più in garanzia”. Queste le ultime parole del Responsabile Mediaworld, adducendo alla possibilità di avvalersi del loro studio legale per un contenzioso innanzi al Giudice di Pace.

Non trovando alcun riscontro di quanto da loro affermato, ho richiesto esplicitamente che mi venisse dichiarato per iscritto il rigetto dell’apparecchio in garanzia.
Scrittura che, ovviamente, non mi è stata accordata.
Attualmente, non ho modo di dimostrare di aver loro notificato il vizio invocando il diritto di garanzia in data 12 aprile 2010 in quanto, oltre alla mancata accettazione del bene in regime di assistenza tecnica garantita, il Responsabile si è rifiutato, a più riprese, di sottoscrivere qualsiasi forma di rigetto in riferimento a quanto precedentemente da egli stesso esposto.

Non è il valore del bene che mi spinge a scrivervi.
E’ bensì la preoccupazione che un grande gruppo, come Mediaworld, si eserciti per legittimare la non-rispondenza al diritto di garanzia verso i Consumatori.

Vi chiedo un consiglio su come agire per tutelare non tanto 39,90 € già spesi, ma l’interesse e la dignità del Cliente che ritiene, logicamente, di essere tutelato da un diritto legittimo.

Vi ringrazio immensamente per il vostro tempo e per la vostra lettura.

IN DATA 13 APRILE HA FATTO SEGUITO LA RISPOSTA DEL LORO AVVOCATO:

“Innanzitutto La ringrazio per averci contattato.
Come da nostra procedura nazionale, per fissare un appuntamento chiami il numero XXXXX che troverà indicato anche sul ns. sito (xxxx); la consulenza viene fornita esclusivamente agli associati con tessera, che Le verrà consegnata al momento dell’iscrizione (al costo di 50 €) presso la sede provinciale che da poi diritto a consulenza gratuita (???) annuale, cui vanno aggiunte le sole (???) spese vive (???) e quelle relative ad eventuali azioni giudiziarie (!!!).
Cordiali saluti.

Avv. Xxxxx Xxxxx

Per contattare il Xxxxxxxx da tutta Italia numero unico:
Costi da rete fissa:
Costo della chiamata € 1,80 al minuto + scatto alla risposta € 0,12
Costi da rete mobile (comprensivi di IVA):
diritto alla risposta €/min
TIM 0,1800 2,4000
VODAFONE 0,3098 2,5702
WIND 0,1500 1,8600
3 0,3098 2,5702”

Insomma, niente di nuovo sul fronte occidentale, o vi aspettavate forse delle informazioni gratuite ??
Ho deciso quindi di risparmiare 50 € con cui avrei ingrassato il solito sindacato comunista per avere la loro consulenza “gratuita” (gratuita se paghi 50 €).
Ho deciso poi di risparmiare le “sole” spese vive… e perché no, anche quelle morte già che c’ero.
In più, non avvalendomi del loro prezioso aiuto, ho forse risparmiato le eventuali spese per eventuali azioni giudiziarie.

Per condividere con voi le corrette informazioni che, guarda caso stranamente, le Associazioni a difesa del Consumatore stentano a dare (presumibilmente per alimentare il loro stesso business), vi invito a leggere il seguente articolo, cui esplicita paternità fa a loro riferimento il link sottostante.

http://www.dirittodellinformatica.it/focus/consumatori/garanzia-prodotti-difettosi-20091116335.html

di cui riporto l’ultimo, significativo passo:

Il quadro legislativo, dunque, non è poi così complesso. Ciò che può essere complesso, decorsi i primi sei mesi dall’acquisto, è assolvere all’onere della prova e dimostrare che un prodotto presenti un difetto di conformità. La garanzia sui prodotti difettosi, in tal caso, potrebbe essere una garanzia solo di nome e non di fatto.
A parte questi rilievi, la prassi mostra che molti produttori hanno fatto coincidere la durata della garanzia commerciale sui prodotti difettosi con quella della garanzia legale e forse ciò ha provocato confusione.
Non dobbiamo però confondere la garanzia convenzionale o commerciale con quella legale: come abbiamo visto, la prima garantisce l’acquirente che non si presenteranno vizi nella cosa venduta durante tutto il periodo prescelto, la seconda che la cosa venduta non ha, sin dall’origine, dei difetti di conformità.
L’articolo spiega con disarmante semplicità perché l’azione di Mediaworld sia accettabile in termini legali, benché assolutamente deprecabile, in barba ai tanto paventati Diritti del Consumatore, l’ennesima farsa Europea.
Per certi versi, ben vengano società come Mediaworld, che con il loro comportamento privo di scrupoli, ben mettono in luce le impellenti necessità (soprattutto per il commercio di materiale elettronico) derivate da clamorose deficienze del nostro Codice del Consumo e del nostro Codice Civile.

Da qui, l’invito a riflettere su questi punti. L’invito a fare tesoro di queste esperienze.
E dunque:

COSA ABBIAMO IMPARATO DA TUTTO QUESTO ?

MEDIAWORLD sta sicuramente adottando una politica estremamente aderente all’attuale quadro legislativo. Cosa di cui fare certamente tesoro nei futuri acquisti.
Il piccolo commerciante non ha sempre prezzi più onerosi delle grandi catene commerciali.
Il piccolo commerciante è una persona, non un avvocato fatto persona.
Il piccolo commerciante può talvolta rivelarsi “grato” al Cliente di fiducia.
La prima domanda da fare non è più “Secondo lei è un buon prodotto?”. La prima domanda da porre ora è “E’ garantito due anni, sì, MA DA CHI E PER QUANTO ?”.
In ultima, non meno importante… se l’attuale quadro legislativo non tutela, di fatto, il Consumatore secondo le sue aspettative… credo sia lecito domandarsi in quali attività di miglioramento si stiano attualmente impegnando le centinaia di Associazioni per i Consumatori che magicamente compaiono su Google.

Grazie per la vostra lettura.

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2 Responses to “Garanzia di 2 anni… ma chi l’ha detto ?!”

  1. Alberto scrive:

    Ne discutevano proprio l’altro giorno alle Iene: l’elemento garanzia è del tutto instabile.

  2. Matteo scrive:

    Hai gia’ avuto tenacia nel provare cosi tanto, a me queste cose burocratiche fan venire l’orticaria…

    Ma al momento del rifiuto del Responsabile di Mediaworld non era possibile fare i guastafeste e chiamare i carabinieri? O ti manderebbero a stendere pure loro?? Aaaa poveri noi!!!

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